Odontoiatria Olistica Unitaria Integrativa e Dentosofia

Odontoiatria olistica unitaria integrativa

...invece di curare il paziente solo attraverso il sintomo, unisce il sintomo al paziente, consapevole che ogni uomo ha un corpo, una mente, e un’anima...

Inoltre, questa nuova medicina, crede nell’esistenza di un medico interiore che è in ognuno di noi, e se non si riesce ad avere il contatto con il nostro medico interiore, si cerca un medico esteriore..., si sa però che per guarire i due medici devono collaborare e andare d’accordo.
Questo vuol dire che anche il paziente deve occuparsi in prima persona della sua salute, e prendere coscienza del suo stato fisico, emotivo e spirituale.

Ecco che la visione si allarga e comprende ogni cosa della nostra vita.
Tuttavia, per raggiungere un equilibrio globale abbiamo bisogno di allineare la biochimica, cioè quello che mangiamo, la psiche cioè quello che pensiamo, e la struttura e cioè quello che siamo.

Olos in greco significa l’intero, il tutto e l’olismo è dunque un modo unitario e organico di considerare la realtà, l’essere umano e l’esistenza.
L’emergere di una visione olistica unitaria rappresenta di fatto una vera e propria rivoluzione culturale e scientifica poiché nella civiltà occidentale predomina da secoli una visione dicotomica e frammentata che porta a separare la materia dalla coscienza, la mente e lo spirito dal corpo, il maschile dal femminile.

Perché una visione olistica unitaria?
La visione dicotomica è responsabile dell’attuale stato di crisi sociale, esistenziale ed ecologica; con la visione olistica unitaria prendiamo consapevolezza che il nostro pianeta è un unico ecosistema le cui parti sono interdipendenti e così pure l’essere umano, il cui corpo non è indipendente dalla mente, un organo non è isolato dagli altri, e la coscienza mentale e lo spirito individuale si manifestano nella realtà materiale.

Nell’ambito di tale visione olistica unitaria il cavo orale ricopre un ruolo centrale: a cosa è dovuta questa importanza?
Innanzitutto alla sua prossimità con il sistema nervoso centrale e alla notevole presenza di vie vegetative afferenti ed efferenti e alla quantità di vasi arteriosi, venosi e linfatici. Inoltre esso è il primo centro immunitario del nostro organismo e il primo filtro per batteri e virus.
Secondo la medicina tradizionale cinese il cavo orale è l’unica zona del corpo in cui passano tutti i meridiani dell’agopuntura.
L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è il secondo centro regolatore dell’energia dell’organismo (il primo è la loggia del rene).
Per quanto riguarda le nozioni neuro-anatomiche accademiche, l’ATM coinvolge il 70% delle terminazioni nervoso-sensitivo-motorie (braccia e mani il 12%, piedi e gambe l’8% e il resto del corpo solo il 10%).
(Bibliografia: Sashank Prasad and Steven Galletta - “The Trigeminal Nerve” - Handbook of Clinical Neurology, Elsevier)

Inoltre se pensiamo a quando un bimbo nasce, la prima cosa che fa, dopo aver tagliato il cordone ombelicale è, respirare attraverso la bocca la prima boccata d’aria che lui crederà essergli fatale, ma che invece lo farà vivere, poi comincerà a piangere, usando la voce: urlando al mondo “ce l’ho fatta sono qua”, e poi dopo le incredibili fatiche si accoccolerà alla mamma per fare la prima poppata come ricompensa per la sfida appena cominciata.

Ecco che possiamo notare come tutte queste prime funzioni avvengono attraverso la bocca e quindi possiamo dire che la bocca è il primo contatto alla vita.

Partendo da questi concetti, l’odontoiatria olistica unitaria integrativa tende a valutare e a salvaguardare l’essere umano nella sua totalità, ricercando e risolvendo, ove presenti, le interdipendenze tra patologie della bocca e patologie di altri distretti dell’organismo, senza trascurare gli aspetti legati alla psiche.
Per fare ciò, pur fondandosi sul bagaglio tecnico-scientifico dell’odontoiatria classica, rivalutato criticamente, il metodo olistico unitario preferisce utilizzare discipline e conoscenze mediche complementari. Alcuni dei principali fautori della visione olistica unitaria integrativa sono: Albert Einstein, Rudolf Steiner, Giordano Bruno, Pitagora, Osho e altri autorevoli personaggi.
(Bibliografia: "I-denti-tà" di Luca Bastianello - Edizione Martina Bologna)

Primum non nuocere,
secundum guarire.

Nella concezione olistica unitaria integrativa l’arte di curare risponde a due principi: «primum non nuocere, secundum guarire». Tale obiettivo ha quindi tre riferimenti: l’essere umano, le malattie e la guarigione.

Il primo riferimento è legato al terapeuta stesso e riguarda l’atteggiamento di amore verso i pazienti e la volontà di aiutarli: una predisposizione che potremmo definire di tipo vocazionale. Sappiamo comunque che la vocazione poco potrebbe senza la conoscenza e i suoi strumenti. La persona-paziente va considerata proprio in una visione olistica unitaria integrativa, nella sua totalità e la conoscenza curata e profonda delle intercomunicazioni del nostro organismo risulta basilare per non confondere la parte con il tutto.

Il secondo riferimento, la malattia, necessita di una diagnosi precisa, profonda e completa, poiché da questo dipenderà il trattamento da attuare. La diagnosi deve tener conto di tutte le parti dell’organismo e non deve limitarsi unicamente ai sintomi.

Il terzo riferimento è la guarigione: il trattamento non deve limitarsi a curare la manifestazione della malattia, ma deve ricercarne le cause. Il processo deve essere il più semplice e meno invasivo possibile.

Grafico della distribuzioni delle terminazioni nervoso-sensitivo-motorie

Grafico della distribuzioni delle terminazioni nervoso-sensitivo-motorie

Il triangolo della salute

Triangolo della salute